Anche la cucina sulla pizza diventa una Contaminazione Carlotto

Anche la cucina sulla pizza diventa una Contaminazione Carlotto

Partito in modo spontaneo, il progetto che prende il nome di “Contaminazioni di Carlotto” è divenuto in pochi mesi l’occasione ideale per rinvigorire una rete locale che, grazie anche a energie giovani, si sta trasformando in un potente veicolo di promozione non solo per i liquori Carlotto, ma anche per un intero indotto territoriale che ruota attorno all’enogastronomia.

Tra i locali del territorio che hanno dato vita a questa bellissima iniziativa si distingue la Pizzeria San Martin di Cornedo Vicentino. Qualità, ricerca, tradizione e passione sono i principi base che hanno guidato nel corso degli ormai 10 anni di attività lo staff capitanato da il titolare, pizzaiolo, chef e figlio d’arte, Federico Zordan e il responsabile di sala e bar, Paolo Centomo. Qui nella loro pizzeria prende forma un menu fatto di ingredienti freschi e stagionali, presidi Slow Food, metodi di cottura e tempi di lievitazione studiati per accompagnare il cliente alla riscoperta di sapori antichi e abbinamenti moderni. Costanza, conoscenza e fantasia offrono attraverso le pizze proposte uniche e un mix di sapori valorizzati dall’attenta scelta di birre artigianali e bibite made in Italy, dolci casalinghi e liquori selezionati con la stessa attenzione e passione che spingono Federico e Paolo a dare il meglio per chiunque metta piede nel loro locale.

La pizza per il Centenario del liquorificio Carlotto: la “Carbonara sbagliata”

 

Il 3 aprile nella suggestiva location della Pizzeria San Martin, un’antica sacrestia e scuola di paese a due passi da una delle più antiche pievi del vicentino, è stata presentata ufficialmente la cucina sulla pizza denominata “Carbonara Sbagliata”, frutto di un attento studio di equilibri che ha portato alla scelta dello Zabaione Carlotto come ingrediente principe della ricettazione. “Utilizzare un liquore all’interno di una pizza – spiegano i loro autori Federico e Paolo –  è stato un compito arduo e al tempo stesso una sfida che abbiamo raccolto a piene mani”. Quello che si adagia sul piatto per essere assaporato è un impasto lievitato per 48 ore. In fase di stesura viene arricchito con semi di papavero, mozzarella fior di latte e una miscela di tuorlo d’uovo e Zabaione Carlotto. Completano il tutto speck croccante in cottura e una guarnizione finale a base di Parmigiano Reggiano e pepe.

Il giornalista Stefano Cantiero ha realizzato un video molto particolare e simpatico sulla storia di questa pizza così particolare, non potevamo che riproporvelo qui:

 

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